Vi siete mai sentiti incompleti? Non parlo di mancanze materiali. Non parlo del nuovo modello di iPhone o del numero di esami che mancano alla vostra laurea. Intendo non trovare la propria strada, o peggio pensare di non averne una.
In una società dove tutti sembrano essere affermati, dove Steve Jobs e Mark Zuckerberg non hanno completato il percorso universitario per creare aziende che macinano miliardi di dollari e ci influenzano ogni giorno, dove anche il tuo vicino di casa ha un suo progetto e torna a casa soddisfatto dalle sue nuove conquiste, ci siamo noi, gli eterni infelici.

Sappiamo tanto, pensiamo di essere più intelligenti, sensibili e depressi degli altri ma non capiamo perché la nostra strada, quella che da un senso alla tua vita, tarda ad arrivare.Tutti ricordano il discorso di Steve Jobs a Stanford, uno tra i discorsi più belli mai pronunciati in pubblico (non per altro Jobs é stato un mago del marketing, mica dell’informatica):

Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti è quello di fare ciò che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare.

Steve Jobs

Il problema grave di un discorso del genere é il suo utilizzo. Il più grave peccato che si può commettere nell’ascoltare un discorso del genere é non catturarne i dettagli. Jobs usa questo discorso per far capire come é diventato l’uomo che é diventato: il fondatore di Apple, uno degli uomini più influenti al mondo, l’uomo che é riuscito a farci credere che avessimo bisogno di cose che prima nemmeno esistevano e che delle quali oggi qualcuno non riesce a farne a meno.

Facciamo un passo indietro nel discorso di Steve Jobs e riprendiamo un altro passo:

Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti.Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato continuate a cercare. Non accontentatevi.

Ancora Steve Jobs

Ecco qui il problema.
Come fai se non trovi quello che ami? Come fai se non ti accontenti mai? Come fai quando hai passato la tua vita ad appassionarti a tantissime cose e non sei riuscito a rimanere attaccato nemmeno ad una di queste?
Steve Jobs si é dimenticato di noi, gli eterni insoddisfatti. Eppure forse ci é sfuggito qualcosa.
Esiste un concetto che non molti conoscono: la Multipotenzialitá.
La multipotenzialitá é un concetto che nasce a cavallo della rivoluzione industriale nel XIX Secolo e si afferma sempre di più nel XX Secolo: Cultura del lavoro, Professione e Specializzazione sono le parole chiave del successo economico.
In ogni settore lavorativo vengono cercati i migliori nel campo, i migliori ingegneri, i migliori medici specialisti, architetti, designer e così via.
Intanto ci si scorda del resto e tutto quello che non é specialistico diviene marginale, quasi denigrato. Un modo di pensare che ha segnato tutta la società: essere i primi a scuola, nello sport, a lavoro sembra essere l’ambizione delle generazioni nate, stranamente, a fine del XX secolo. Tutto questo senza dare importanza al contesto, in molti casi uccidendolo per una mera soddisfazione personale di essere il primo, dimenticandosi della bellezza delle sfumature e dell’infinita compagnia che si può trovare 100 metri più in basso la cima della montagna.
Ed ecco che vi svelo un segreto: a meno che non siate sicuri al 100% di essere soltanto dei procrastinatori molto probabilmente avete quello che in gergo é definito multipotenziale o multipotenzialità e molto probabilmente, molto presto diventerete le persone più ricercate in un mondo del lavoro sempre più interconnesso.
Da Wikipedia:

Multipotenzialità (dall’inglese multipotentiality) identifica la qualità e la capacità delle persone che hanno più interessi e attività, una forte curiosità intellettuale, sono creativi ed eccellono in più settori. Questo tipo di persone si definiscono multipotenziali. Per alcuni aspetti il multipotenziale rappresenta l’opposto dello specialista.

da Wikipedia

Le vostre svariate passioni che hanno segnato periodi più svariati della vostra vita e che sono tutte cessate per un motivo o per un altro sono la vostra arma migliore. Citando ancora Steve Jobs, i nostri fallimenti sono necessari per affermarci e per trovare la nostra strada, in questo case le nostre strade.

Barbara Kerr – psicologa dell’educazione e docente di psicologia del counseling – ha contribuito ulteriormente ad approfondire alcune questioni relative alla multipotenzialità. Lei definisce la multipotenzialità come “la capacità di selezionare e sviluppare più carriere (career options) a causa di un’ampia varietà di interessi, attitudini, talenti e abilità”.
La studiosa si è occupata di multipotenzialità analizzando anche le problematiche relative alla pianificazione e allo sviluppo delle carriere. Una delle difficoltà degli individui multipotenziali è infatti quella di scegliere quali percorsi formativi e professionali intraprendere. Si tratta di una difficoltà molto presente in questo tipo di persone soprattutto in età scolare e può avere degli strascichi anche nelle successive fasi della vita (sempre da Wikipedia).
Da ragazzo per esempio, appassionato di grafica, cominciai a studiare come utilizzare Photoshop ed Illustrator, facevo qualche locandina, qualche logo a tempo perso ma poi ho mollato. Mi piacevano i blog di tecnologia e decisi di capire, durante il mio ultimo anno di liceo, come costruire un sito web: fondai due blog sul mondo della tecnologia, uno dei quali fu citato in un’importante testata tech americana che parlava di iPhone.
Ormai quei blog sono morti e sepolti nei ricordi perché non riuscivo a dedicarmici con lo studio universitario. Nel mentre studiavo in vista degli esami di maturità e ogni giorno mi ripetevo che la matematica non sarebbe mai stata il mio mestiere. Eppure mi appassionavo sempre di piú alla programmazione. Oggi sono un ingegnere informatico e mi occupo, dopo essermi occupato di Web Developing, di Data Science e di Social Media. Quest’ultima passione nacque dalla stupida voglia di far crescere il mio profilo instagram, decidendo di analizzare gli algoritmi sui quali si basava e le varie tecniche conosciute al momento. Anche di questo mi é passata la voglia, ma tutte queste cose mi sono state utilissime e molto probabilmente questo articolo, scritto su un blog fatto da me, che parla anche di data science e anche di metodi di social media growth, non ci sarebbe stato.
Le mie molte capacità seppur non specialistiche riescono ad aiutarmi molto spesso in contesti molto variegati (e farmi guadagnare qualche extra quasi sempre) e mi consentono di tenere duro in situazioni flessibili che metterebbero molti specialisti in crisi! Perché? Perché loro, gli specialisti sono poco flessibili e poco inclini ad comprendere altri campi fuori dal loro.
Non siete in difetto, non siete incompleti, siete semplicemente dotati di multipotenzialità e siete anche molto fortunati!

Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita.Giuro che ho finito con Steve Jobs

Vi lascio con un bellissimo video di Emilie Wapnick in un Ted Talk del 2015  intitolato Perché alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione. Se io non vi ho convinto, sicuramente ci riuscirà lei!

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